Scoperta del sistema variabile GSC 00563-00194

La storia della scoperta del sistema GSC 00563-00194, in Pegaso, è un po’ complicata.
Osservando un altro corpo, con il telescopio dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena, nella notte del 29 luglio del 2016, con Alessandro Marchini e Riccardo Papini, ci rendiamo conto della variabilità appena percettibile di una delle stelle di campo. Una veloce analisi sul suo comportamento – che poi si rivelerà essere errata – ci permette di classificarla e sottometterla all’AAVSO VSX come pulsante DSCT.
Sebastian Otero, moderatore del VSX, però, ci mette subito in guardia: non può essere una DSCT, chiaramente per via del tipo spettrale (M): la stella doveva essere una BY Dra e doveva a vere un periodo molto più lungo di quello che avevamo trovato (la pulsazione da noi trovata fu allora considerata un artefatto).
A quel punto, impossibilitati a seguire ulteriormente la stella, dato che i nostri target si spostavano e/o cambiavano, decidiamo di chiedere aiuto alla SSV-UAI per continuare a seguire il soggetto: Luca Rizzuti, Gianni Galli, Mauro Bachini e Massimo Banfi si lanciano all’inseguimento della preda: fino al 30 ottobre riusciranno a raccogliere dati buoni per l’analisi.
In realtà, tra impegni vari e nuovi target, l’analisi della stella langue fino a febbraio. Quando riprende, le cose non cambiano poi tanto: quella che noi chiamavamo “pulsazione” era presente ed evidente in tutte le osservazioni. Il censimento della variabile come semplice BY Dra diveniva sempre più problematica. E’ allora che decidiamo di rivolgerci direttamente alla competenza e alla pazienza di Sebastian Otero anche per un’analisi di massima e per togliere ogni dubbio sulla veridicità dell’oscillazione rilevata in tutti i set. La sua analisi parte dal presupposto che l’oscillazione veloce c’era, ma che questa non era pulsazione, quanto, semmai, la variazione non prospettica di due componenti rosse in rotazione di cui una era – presumibilmente – una BY Dra. Il periodo era dunque doppio, rispetto a quella della pulsazione trovata: 0.343580 d. Inoltre c’è anche l’evidenza di un secondo periodo legato al comportamento delle macchie su una delle componenti di circa 1.90 d (quindi il periodo di rotazione di una delle due componenti, stranamente non ancora sincrono col periodo di rivoluzione attorno alla compagna) e, ancora, desumibile dai dati CRTS, un periodo ulteriormente più lungo, probabilmente anni, legato a sua volta al ciclo di attività stellare.
Le magnitudini vanno dalla 13.42 alla 13.65 CV. L’ampiezza media è di 0.09 CV.
Epoca: 2457603.4517 HJD
Periodo: 0.343580 d
Pubblicato in Astronomy, Variable stars.

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